Il doppio filo che lega i Beatles ai Pink Floyd

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I Pink Floyd non hanno mai nascosto di essere debitori ai Beatles per quanto riguarda le influenze musicali. Tuttavia, in un'occasione i ruoli si invertirono, e i Fab Four diventarono "fan" dei Pink Floyd per una sera. 

Pink Floyd e Beatles sono due delle band che hanno fatto la storia del rock. Pur avendo stili molto diversi, l'incontro dei loro sound fu tuttavia inevitabile. Nello specifico, il gruppo londinese non ha mai nascosto di essere debitore al quartetto di Liverpool. Ne sono un esempio le parole di Roger Waters, in cui il musicista fa riferimento al 1967. In quest'anno infatti, mentre i Pink Floyd pubblicavano il loro primo album dal titolo THE PIPER AT THE GATES OF DAWN, i Beatles sfornavano quel capolavoro che è SGT. PEPPER'S LONELY HEARTS CLUB BAND (qua per leggere la storia del film tratto dal disco).

Mi ricordo quando è stato pubblicato SGT. PEPPER'S. Abbiamo deciso di accostare la macchina e di stare lì ad ascoltarlo. Qualcuno suonava l'intero disco alla radio e mi ricordo che noi stavamo lì ad ascoltare completamente intontiti. Da quel momento credo che sia cambiato il mio approccio alla fase di composizione e scrittura. Credo di aver imparato le mie prime lezioni musicali dalle leggende del blues come Huddie Ledbetter e Bessie Smith, ascoltavo anche un sacco di jazz e Woody Guthrie. Ma ho imparato moltissimo anche dalla musica di protesta soprattutto quando ero molto giovane.

Ora devo dire che da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr ho capito che era giusto se anche noi scrivessimo delle nostre vite, del modo in cui ci sentivamo, in modo da poterci finalmente esprimere. Abbiamo capito che avremmo potuto essere degli artisti liberi ed in quella libertà c'era una grande valore.

In un'occasione particolare, però, i ruoli si invertirono: i Pink Floyd stavano sul palco, e i Beatles assistevano a un loro concerto, ammirati. L'occasione avvenne il 29 aprile 1967, durante l'evento The 14 Hour Technicolor Dream. Si trattava di una raccolta fondi per il giornale «International Times», voce della controcultura, e venne ospitata nella sala grande dell'Alexandra Palace, a Londra. L'evento, come dice il nome, durò diverse ore, e ospitò molti artisti: non solo musicisti, ma anche, per esempio, poeti, ballerini e giocolieri. Tra gli altri citiamo i Soft Machine, Alexis Korner e Yōko Ono

Tuttavia, i Pink Floyd furono gli ospiti principali dell'intera serata. Apparvero per ultimi, all'alba, mentre il sole iniziava a sorgere. Erano infatti quasi le 5:00 di mattina quando la band salì sul palco principale. I membri del gruppo erano già esausti: erano arrivati all'Alexandra Palace intorno alle 3:00 di mattina, reduci da un concerto in Olanda. Ciò non impedì loro di esibirsi e fare un grande show. Suonarono alcuni pezzi estratti dal loro primo album, TEH PIPER AT THE GATES OF DAWN: Astronomy Domine, Arnold Layne, Interstellar Overdrive, Nick's Boogie.

Tra gli spettatori c'erano proprio loro, i Fab Four di Liverpool.

John Lennon rimase incantato dalla performance della futura moglie Ono, anche se non era la prima volta che la incontrava (i due si erano conosciuti quasi un anno prima, in occasione della mostra della donna Unfinished Paintings and Objects). Inoltre, tutti e quattro i Beatles rimasero colpiti dall'esibizione dei Pink Floyd, che ricorderanno per sempre. 

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