I sei scatti che diedero vita alla copertina più iconica dei Beatles

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Chi è il fotografo che sta dietro alla famosissima copertina di ABBEY ROAD? Quanto tempo ci volle per ottenere lo scatto perfetto? Cerchiamo di rispondere ad alcune domande su una delle copertine più famose di sempre. 

Oltre a essere diventata un simbolo della band di Liverpool, fu ricreata e rielaborata da molti altri artisti, in quanto parte importante della storia della musica contemporanea.

Parliamo della copertina dell'undicesimo album in studio dei Beatles, ABBEY ROAD (1969, qui sotto nella versione remastered del 2009).

La fotografia rappresentante i quattro artisti mentre attraversano in fila indiana sulle strisce pedonali di Abbey Road – la via londinese nella quale si trovavano gli EMI Studios frequentati dalla band – negli anni è diventata talmente famosa che è quasi del tutto impossibile non averci mai posato sopra lo sguardo.

Ma quali sono stati i retroscena legati a questa immagine tanto conosiciuta? Da dove è nata l'idea di utilizzare questa foto come copertina dell'album?

Pare che l'idea originale sia venuta in mente a Kosh, il direttore artistico dell'etichetta discografica fondata dai Beatles, la Apple Records. L'idea più rivoluzionaria di Kosh fu quella di non inserire sulla copertina dell'album né il titolo dello stesso né il nome della band, in segno di distacco dagli standard seguiti normalmente dalle etichette discografiche e come dimostrazione del fatto che i Beatles fossero ormai talmente famosi da non avere nessun bisogno di espedienti commerciali per vendere un proprio album.

In effetti, il tempo diede di certo ragione a Kosh, dato che l'album fu fin da subito un enorme successo commerciale e, negli anni, non fece che guadagnare consensi.

A questa idea del direttore artistico dell'etichetta si aggiunsero alcune indicazioni di McCartney in persona, dalle quali nacque una bozza della copertina. 

Pare che ci vollero pochissimi minuti per ottenere lo scatto perfetto: dietro all'obiettivo c'era il fotografo scozzese Iain Macmillan che, trasferitosi da qualche tempo nella capitale inglese per inseguire il suo sogno di diventare un fotografo di successo, era stato contattato da Lennon per lo scatto in questione su consiglio di Yōko Ono che, per prima, aveva notato il suo grande potenziale.

Era una calda mattinata estiva – più precisamente l'8 agosto del 1969 – quando l'otturatore della macchina fotografica di Macmillan si chiuse scattando quella che sarebbe diventata una delle fotografie più influenti del periodo (e non solo). 

Mentre il fotografo stava in piedi su una scaletta, un vigile dietro di lui teneva la strada chiusa al traffico giusto per dieci minuti. Ecco svelato il segreto delle pochissime macchine che circolavano per strada nel momento dello scatto. 

In realtà, le fotografie scattate da Macmillan furono sei e ognuna di esse venne ispezionata con molta attenzione – e con lente d'ingrandimento alla mano – da McCartney, che solo dopo un attento studio di tutte le possibilità scelte l'immagine che riteneva migliore.

Fu chiaro fin da subito che si trattava di un'immagine e di un album che avrebbero segnato profondamente la storia della musica tanto che, subito dopo la pubblicazione di ABBEY ROAD, diversi fan dei Beatles iniziarono a dare la caccia al Maggiolino bianco parcheggiato sulla sinistra della strada e appartenente a un uomo che abitava nei pressi degli EMI Studios.

In effetti, la targa dell'auto risultava in bella vista nell'immagine e divenne ben presto una sorta di oggetto da collezionisti che tutti volevano acaparrarsi rubandola dall'auto del povero malcapitato. 

Insomma, quando si tratta della copertina di ABBEY ROAD, possiamo davvero parlare di una vera e propria opera d'arte che, in quanto tale, è sfuggita alle grinfie del tempo per restare per sempre immersa nella memoria collettiva

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