TEN: il debutto potente e introspettivo dei Pearl Jam

Il 27 agosto del 1991 usciva TEN, album d'esordio della band di Seattle che, per molti versi, viene considerato un vero e proprio capolavoro. Ecco come nacque.

Era il 1990 quando, da un'idea del bassista Jeff Ament, del cantante Eddie Vedder e dei chitarristi Stone Gossard e Mike McCready nacquero i Pearl Jam, la band che, di lì a poco, avrebbe rivoluzionato la scena grunge e alternative statunitense. 

Prima di creare i Pearl Jam, Ament e Gossard erano due dei membri dei Green River, una band grunge attiva dalla metà degli anni 80. Dopo aver raggiunto un discreto successo, però, i due decisero di separarsi dagli altri membri del gruppo per via di importanti differenze stilistiche impossibili da sorvolare. 

Nacque, così, un nuovo progetto: i Mother Love Bone, un altro gruppo sempre improntato verso il grunge al quale parteciparono sia Ament e Gossard che il cantante e paroliere Andrew Wood. La storia della band, che nel luglio del 1990 pubblicò il suo primo lavoro, APPLE, venne segnata dalla sfortunata e precoce scomparsa del giovane Wood, che perse la vita a soli ventiquattro anni per un'overdose di eroina. 

APPLE rimase, così, il primo e unico album in studio pubblicato dai Mother Love Bone.

Fu un lutto molto difficile da superare per Ament e Gossard, i quali si ritrovarono a dover fare i conti con la perdita di un caro amico e con il fallimento del loro progetto artistico. I due, però, riuscirono a risollevarsi e a riprovarci: dopo aver incontrato il chitarrista di Seattle Mike McCready, rimasto da poco senza band, incisero alcune demo da far circolare, così da trovare un cantante e un batterista per un possibile progetto futuro.

Detto, fatto. Eddie Vedder, all'epoca benzinaio a San Diego (leggi qua la sua storia), incoraggiato dall'amico ed ex batterista dei Red Hot Chili Peppers Jack Irons, si dimostrò molto interessato all'idea e, in un batter d'occhi, venne schierato fra i ranghi della neonata band. 

Si trovò anche un primo batterista, Dave Krusen (che lasciò la band dopo poco per intraprendere un percorso di disintossicazione), e la band fu in grado di esibirsi live per la prima volta il 22 ottobre del 1990 a Seattle con un nome provvisorio, Mookie Blaylock, in onore del famoso cestista statunitense. 

Presto arrivarono anche il primo contratto con l'etichetta discografica Epic Records e la decisione di adottare un nome definitivo. La scelta ricadde su Pearl Jam in ricordo (almeno, così si racconta) di un'antenata di Vedder che si chiamava proprio Pearl e che si diceva custodisse una ricetta segreta per la marmellata (jam, in inglese). 

L'album d'esordio, TEN, venne pubblicato il 27 agosto del 1991, con un titolo che è di nuovo un riferimento al sopracitato cestista, abituato a giocare con la maglia numero dieci

Nonostante inizialmente non raggiunse un successo esplosivo, questo primo album viene considerato da molti come un vero e proprio capolavoro della band, un disco introspettivo, dai temi profondi, complicati e oscuri – come la depressione e il suicidio – e dallo stile inconfondibile, un mix di rock nella sua variante più classica e di grunge

Come dicevamo, inizialmente TEN fu lento ad arrivare all'attenzione pubblica, ma quando la raggiunse il suo successo fu enorme: si piazzò infatti in seconda posizione nella classifica statunitense e rimase nelle charts per circa cinque anni. Nel tempo, conquistò ben tredici dischi di platino diventando uno dei dischi rock più venduti di sempre.

Inoltre, addetti ai lavori e fan hanno da sempre visto in questo primo lavoro della band un album che ha contribuito a sdoganare il rock alternativo conferendogli un fascino maggiore e rendendolo accessibile a un pubblico molto più ampio. 

Insomma, un vero e proprio capolavoro che non ci si può assolutamente perdere

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