Nikki Sixx: come assaporarne la follia in 5 curiosità

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Non è solo lo storico fondatore e bassista dei Mötley Crüe, ma una pirotecnica giostra umana che si è arricchita e sfregiata tra passione, dipendenza, morte e heavy metal. Ecco 5 curiosità su Nikki Sixx:

 

La scelta del nome d'arte

Tutti noi lo conosciamo come Nikki Sixx, ma il celebre bassista nasce l'11 dicembre 1958 come Franklin Carlton Serafino Feranna Jr. Un nome importante, ma sicuramente troppo lungo e sobrio per una rock star del calibro di Nikki, che doveva far breccia sul suo pubblico con una presenza immediata ed esplosiva. Così, quando ancora suonava nella sua prima band, i London, decise di cambiare il suo nome in Nikki London. La scelta del cognome è facilmente intuibile, dato il nome della band e la sfrenata ammirazione per i musicisti britannici. Per quanto riguarda il nome, invece, la storia si fa più interessante, in quanto all'epoca Nikki si divertiva con una ragazza fidanzata a un altro Nikki.

Così il bassista era esaltato all'idea di poter rubare al misterioso rivale sia la ragazza che il nome. Questa lampante frenesia tramutò la sua identità in Nikki Nine per un periodo. Il passaggio successivo è nebuloso, ma potrebbe benissimo derivare da una conseguenza numerica con l'aggiunta di una x finale in più, che si addice perfettamente all'immagine del nostro folle musicista. Tanto che questo, nel 2008, ha creato un programma radiofonico chiamato Sixx Sense, che ci fa pensare al celebre film di M. Night Shyamalan e a una non casuale capacità di vedere i morti. 

Il ritorno dalla morte 

Ormai celebre è infatti quella notte del 23 dicembre 1987, quando Nikki fu dichiarato morto in seguito a un'overdose di eroina, finchè una fiala di adrenalina dritta al cuore non lo riportò in vita. Era una serata tra rockstar come tante al Franklin Plaza Hotel a Sycamore e Nikki stava girando per le stanze strafatto insieme a Slash. A un certo punto, però, il grido di una ragazza immobilizzò tutti: Nikki Sixx era morto. Arrivarono elicotteri e ambulanze e il celebre musicista riuscì a essere riportato in vita da un giovane infermiere, suo grande fan. 

Nikki ricorda quel momento come una stazione limbica, in cui tutto si era fermato. Poi il risveglio, pieno di dolori, anche ai capelli, come se fosse stato investito da un camion. Nessuna luce celestiale, nessuna chiamata divina, solo il buio. Ma da quel momento, oltre ad acquisire una maggiore consapevolezza sull'abuso di droghe, Nikki si conquistò ironicamente delle frasi d'effetto da utilizzare nelle occasioni pubbliche, come lui stesso afferma. Tra di queste: "Sia io che Gesù siamo morti e tornati indietro"Non molto gradita all'America moralista e puritana, ma sicuramente iconica. 

Il demone dell'eroina

L'eroina accompagna gran parte della vita di Nikki. Come una sposa, ma dalle fattezze demoniache, che inibisce il corpo consumando l'anima. Si racconta, infatti, che durante un tour in Giappone, il corpo esanime di Nikki in seguito a un'overdose fu nascosto da uno spacciatore dietro i cassonetti dei rifiuti. Insomma, non la tradizionale conclusione di una giornata ordinaria. 

Ma da Nikki possiamo aspettarci di tutto dato che, all'epoca della sua più feroce dipendenza, arrivò a spendere fino a 1000 dollari al giorno per la droga. E il bassista ha dichiarato recentemente come sia stata molto dura per lui rivedersi sullo schermo del film biografico di Netflix, The Dirt, in quelle condizioni. Ha sempre pensato, infatti, che la droga fosse come i cerotti, utile a coprire le ferite. Tuttavia i cerotti non guariscono le cicatrici, ma le nascondono e queste necessitano di tempo per rimarginarsi. Ora Nikki lo sa. 

"Voglio una bella tomba"

L'immagine di Nikki è sempre stata accompagnata da un'aura mortuaria, a partire dal suo look total black, dal trucco pesante e da quella costante smania di mettersi in pericolo, toccando i limiti del non ritorno. Lo dimostra una proposta che lui aveva fatto ai suoi amici, senza ottenere riscontro. Voleva infatti che si ergesse la sua tomba con scritto 1958-???? e che fosse usata come luogo per divertirsi, ubriacarsi e fare festa. Non solo: Nikki pensava di portarci la famiglia ogni anno, per scattare una bella foto ricordo davanti al suo cimelio funebre.

Una proposta velatamente macabra, quindi, che gli affetti di Nikki non accettarono di buon grado, dicendogli piuttosto che si sarebbe dovuto fare internare per aver pensato a una cosa così.  Tuttavia, Nikki ha tratto da questo aneddoto una considerazione profonda. La sua è stata una bella gioventù, ma anche molto dura. Quando però sei al vertice non senti la sofferenza e lo stesso deve essere per un corpo sottoterra. Non è proprio la frase da rockstar che ci illumina la giornata, ma la vita è anche questo. 

Nikki e Tommy 

Per chiudere in bellezza non ci resta quindi che ricordare il legame controverso, litigioso, ma anche fortemente fraterno con il batterista e co-fondatore dei Mötley Crüe, Tommy Lee. I due sono amici da una vita e ne hanno fatte di pazzie insieme, tanto che è impossibile elencarle tutte. Così ne ricordiamo alcune. Come quando, in una pazza serata, Nikki, che era con una ragazza, è andato un attimo in bagno e al ritorno ha trovato Tommy intento a divertirsi con la stessa ragazza, che però urlava il nome di Nikki, senza riconoscere il suo amante. 

Oppure quando Nikki e Tommy si sono sfidati a ingoiare lampadine per divertimento o a spaccarsi in testa bottiglie. Fino a quando hanno lanciato un letto dalla finestra della loro stanza d'albergo, catapultandolo su una Mercedes parcheggiata sotto. Insomma, tra realtà e leggenda, il messaggio è: non rifatelo a casa.

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