Genesis: le 3 canzoni più amate da NURSERY CRYME

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Nel luglio 2019, Prog UK ha chiesto ai suoi lettori di votare le proprie canzoni dei Genesis preferite. Ben 40.000 persone hanno preso parte alla votazione. Ecco le canzoni più amate da NURSERY CRIME:

The Musical Box

La storia narrata da questa canzoncina macabra la conosciamo tutti: si tratta
delle tristi vicende del giovane Henry che, in una scena che sembra uscita
direttamente dall’abbecedario horror di Edward Gorey The Gashlycrumb
Tinies, viene decapitato dalla sua amica Cynthia mentre i due giocano a croquet. Successivamente, quando Cynthia apre il carillion di Henry, l’amico le riappare nella forma di un vecchio sporcaccione.

NURSERY CRIME ha rappresentato indubbiamente un momento cruciale nella carriera dei Genesis. Anthony Phillips e John Mayhew erano stati sostituiti rispettivamente da Steve Hackett e Phil Collins; le sonorità sono in linea con quelle di TRESPASS, però le partiture iniziano a diventare più complesse: si passa dall’apertura di chitarra a dodici corde e flauto, alla parte centrale caratterizzata dalla chitarra elettrica aggressiva e dall’assolo di organo di Tony Banks.

Dal vivo, Gabriel era solito indossare una maschera da vecchio per accentuare l’effetto drammatico del finale.

The Return of The Giant Hogweed

The Return Of The Giant Hogweed parla della celebre pianta tossica (heracleum
mantegazzianum) importata in Inghilterra dalla Russia in epoca vittoriana.
L’argomento di per sé non sarebbe particolarmente originale, se non fosse per il fatto che Gabriel nel testo trasforma la pianta in una sorta di calamità di proporzioni inaudite, a causa della quale il mondo intero è in pericolo.

Dal punto di vista musicale dobbiamo sottolineare la trovata di Steve Hackett,
che in pratica fa il “tapping” sulla chitarra anni prima di Eddie Van Halen. C’è anche una parte in cui lui e Banks armonizzano su dei terzinati, non una cosa molto comune a quei tempi. Keith Emerson definì questo brano “incredibile” in un’intervista sul «Melody Maker», e Geddy Lee dei Rush l’ha citato come uno dei sui pezzi preferiti di sempre.

The Fountain of Salmacis

Qui la band si cimenta con la mitologia greca e ci racconta la storia della ninfa
Salmace e della sua insana passione per Ermafrodito, figlio di Afrodite e Ermes.
Quando la ninfa, dopo essersi avventata su Ermafrodito, chiede di non separarsi
mai dal suo amato, gli dei accolgono la sua richiesta fondendo i due individui in un essere androgino, da cui deriva appunto il termine ermafrodito.

Si tratta di un brano spesso sottovalutato al cospetto di pezzi da novanta come
The Musical Box e The Return Of The Giant Hogweed, ma dal valore indiscutibile.
Esiste un filmato del 1972 della tv belga, in cui i Genesis eseguono questo brano dal vivo in studio. Una registrazione live del 1978 di The Fountain Of Salmacis è stata poi inserita anche nella quarta facciata dal vivo dell’edizione inglese di THREE SIDES LIVE.

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