Cosa si nasconde dietro “The Musical Box” dei Genesis?

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Il brano di apertura di NURSERY CRYME consacra i funambolismi compositivi e la poesia narrativa della band britannica, in una filastrocca dalle tinte orrorifiche. Ma cos'altro ci racconta The Musical Box?

Siamo nel 1971 e il terzo album dei Genesis, formatosi nel Surrey sessantottino, incornicia una nuova parentesi della band britannica. Il loro periodo dal 1970 al 1977 è infatti tradizionalmente inteso come la culla del progressive che li renderà celebri, ancora prima che l'eclettico batterista Phil Collins avanzi verso la sua fortunatissima carriera solista. Così, in una nuova parentesi sperimentale e vincente, il gruppo si dota del già citato Collins e di Steve Hackett alla chitarra che, accanto alla magica voce di Peter Gabriel, alle tastiere di Tony Banks e al basso di Mike Rutherford dà forma a una poesia in musica. 

Per assaporarne la componente favolistica e surreale basta ascoltare il primo brano di NURSERY CRYME. Su una lunghezza di dieci minuti, in un crescendo espressivo dalla parola sussurata alla spinta hard rock, assume concretezza The Musical BoxIl titolo richiama la scatolina armonica del carrillon. Un oggetto evocativo dell'infanzia, dell'incanto di un'innocenza perduta, del piacere di ascoltare la favola della buonanotte cullati in una dimensione ipnotica. Tuttavia questa box può anche alludere a un sottotesto sessuale, rievocando l'amplesso e le pulsioni chiuse in una gabbia. Ma capiamo meglio perché. 

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Quella che raccontano i Genesis non è una fiaba come le altre. Lo dimostra già il titolo dell'album, distorsione delle nursery rhymes, filastrocche inglesi per bambini. Così Gabriel ci porta in una dimensione vittoriana, aristocratica, dove due bambini, Cynthia e Henry, giocano a croquet. A un tratto Henry si sdraia per terra, probabilmente scherzando sulla possibilità di colpire la sua testa come una palla. E questo avviene quando Cynthia lo decapita involontariamente. La ragazza così cresce con un peso sull'anima, finché, riaprendo la musical box di Henry, non evoca il suo fantasma, sfregiato da un veloce invecchiamento

L'unico modo per evitare che il suo spirito si dissolva è toccarlo, con quel gridato "Touch Me, Touch Me, Now" che rievoca la triste storia d'amore di Orfeo ed Euridice. Così tutta la narrazione si sposta sulla psicologia e le emozioni sopite di Henry che, nonostante sia un corpo evanescente, prova passione carnale per Cynthia e le dichiara il suo amore, spaventando la giovane donna. In questo modo l'idilliaca dimensione infantile scompare dietro l'orrore di quel fatale evento passato.  Ma c'è di più, dato che, come consono ai testi dei Genesis, la canzone nasconde una velata critica alla società britannica

La dimensione moralista, elegante e ipocrita dell'alta borghesia svela la sua natura più primitiva. Nessuno sfugge a quelle pulsioni abbandonate nelle periferie della psiche, che d'improvviso divampano, come la ballerina che, affiorando dalla sua scatola, dà inizio alla musichetta del carrilon. Il brano dimostra quindi la sua forte contemporaneità, ritratta anche nel recente film Favolacce(2019) dei Fratelli D'Innocenzo. E non è un caso che i The Musical Box, gruppo canadese attuale che omaggia l'epoca d'oro dei Genesis, abbia scelto questa canzone per il suo nome. 

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