Come BLOOD SUGAR SEX MAGIK ha quasi ucciso i Red Hot Chili Peppers

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Sono passati trent'anni dall'uscita del loro album più evocativo: BLOOD SUGAR SEX MAGIK, un disco che si rivelò condanna e salvezza per una band tanto vicina alla stratosfera quanto prossima al più oscuro degli oblii. 

Come ogni capolavoro, anche BLOOD SUGAR SEX MAGIK dei Red Hot Chili Peppers porta con sé un fitto alone di interessante mistero. Furono diverse, infatti, le contraddizioni sorte sul conto dell'album. Inizialmente, Anthony Kiedis aveva molti timori all'idea di lavorare con Rick Rubin al banco per produrlo. Per qualche ragione, infatti, il frontman credeva che il produttore non fosse la persona giusta per rendere viva la sua visione. "Non sapevamo se saremmo riusciti a unire le forze come si deve - ammise Kiedis più tardi - Alla fine, però, scoprimmo che Rubin era una persona dalla mentalità molto aperta, uno spirito libero, capace di mettere chiunque a proprio agio. Si rivelò perfetto per l'ingaggio"

Foto via: www.tribunaribeirao.com.br/site/groove-pesado-do-red-hot-chilli-peppers-encerra-o-rock-in-rio/

Il periodo più oscuro per i Red Hot 

La fine degli anni '80 e l'ingresso nel decennio successivo portò i giovani Red Hot al centro di una tempesta feroce, caratterizzata dalla tragedia. I timori del frontman, quindi, si rivelarono più che comprensibili. Il successo commerciale del gruppo aveva portato con sé molti aspetti negativi: su tutti, la morte del chitarrista fondatore della band Hillel Slovak, causata da un'overdose di eroina.

Slovak aveva rischiato di essere cacciato dalla band già nel 1988: anno in cui le sue condizioni di salute e la sua efficienza sul palco cominciarono ad essere messi a dura prova dalle dipendenze. Alla fine, però, i Red Hot decisero di esserci per Slovak, come una vera famiglia e, per questa ragione, continuarono il tour in Regno Unito con lui alla sei corde. In quel periodo, Hillel appariva molto raramente nelle interviste rilasciate dalla band e, quattro settimane dopo il ritorno a casa della band, venne trovato morto

La ripresa dalla perdita 

La morte di Slovak incise pesantemente sul percorso dei Red Hot Chili Peppers che, a quel punto, si divisero. Mentre Jack Irons lasciò il gruppo incolpando gli altri membri per la perdita dell'amico, per poi aggiungersi ai Pearl Jam, Kiedis decise di imporsi l'esilio per smetterla con le droghe. Kiedis avrebbe più tardi ricordato che questo era stato quasi un atto dovuto, al fine di rimanere attivo sia dal punto di vista artistico che sociale.

Quando Kiedis tornò a Los Angeles, si riunì con Flea che, intanto, era diventato padre della piccola Clara. Ancora colpiti dal lutto, i due decisero di ricostruire la band. In quello stesso periodo, divennero amici di un giovane chitarrista, John Frusciante, che al tempo cercava di trovare la sua dimensione personale sul piano underground. Flea e Kiedis rimasero colpiti dal suo stile, al punto di chiedergli di unirsi alla band.

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La creazione del disco 

Poco tempo dopo, i Red Hot Chili Peppers partirono per un tour insieme, purtroppo ancora sofferente delle vecchie abitudini della band. Alla fine, dopo varie peripezie, indagini e pesanti accuse rivolte ai membri della band, i Red Hot Chili Peppers riuscirono ad entrare in studio con Rubin per BLOOD SUGAR SEX MAGIK. Fu il produttore a trovare la casa del 1917 dove la band avrebbe inciso il disco. Il gruppo trascorse circa sette settimane in esilio quasi totale per assimilare l'energia della magione, luogo, secondo molte leggende, infestato dai fantasmi.

Dimora di gangster, vecchia casa di Jimi Hendrix e, addirittura, luogo designato per alcuni party dei Beatles. Alla fine, BLOOD SUGAR SEX MAGIK si presentò come il disco della redenzione per i Red Hot Chili Peppers che, con tracce come Under The Bridge e Give It Away, si affermarono con grande sicurezza sul panorama dell'epoca, ambendo al firmamento con un lavoro impegnato e straordinariamente poliedrico. 

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