Quello che nessuno vi ha mai detto sui JEFFERSON AIRPLANE

Pionieri della controcultura statunitense e della musica psichedelica, suonarono a Woodstock e sull'isola di Wright. Fan dei Jefferson Airplane, eccovi qualche curiosità.

La storia dei Jefferson Airplane è una storia complessa, caratterizzata da continui cambi di formazione e di stili. Nati nel 1965 come Jefferson Airplane, si sono sciolti nel 1970, per poi diventare Jefferson Starship, Starship, Jefferson Starship - The Next Generation, fino a cessare del tutto la loro attività.

Tra cambi di nome e aggiornamenti interni, c'è una cosa su cui tutti gli appassionati non possono che essere d'accordo: il periodo magico della band è stato quello a cavallo tra gli anni 60 e 70, segnato dall'ingresso tra i membri dell'iconica voce di Grace Slick. Un decennio costellato da festival rock, inni hippie e performance psichedeliche. Il decennio dei sogni.

Ma procediamo con ordine. 

IL NOME 

Le origini del nome della band sono già di per sé molto curiose. "Jefferson airplane" è infatti un termine gergale che definisce un fiammifero tagliato a metà usato per reggere una sigaretta o una canna troppo corta per essere tenuta fra le dita, così da fumarla fino alla fine senza scottarsi. 

Questa è la prima versione. Secondo il chitarrista Jorma Kaukonen, invece, il nome fu inventato dall'amico Steve Talbot, come parodia ai nomi dei musicisti blues, in riferimento a Blind Lemon Jefferson, il "padre del Texas Blues".

GRACE: CANTANTE, ATTIVISTA, PITTRICE

Prima di essere membro effettivo della band, Grace è innanzitutto una fan, un po' come tutti noi.

Nel 1965 i neonati Jefferson Airplane suonarono alla Longshoreman's Hall di San Francisco. Erano affiancati dai Marbles, dai Charlatans e da un'altra band folk-rock locale, The Great Society, in cui militava come vocalist proprio Grace Slick. Grace rimase colpita dalla performance del gruppo statunitense e quando Signe Toly Anderson, cantante degli Airplane, lasciò la band, arrivò per Grace l'occasione di mettersi alla prova. 

Grace fece dono agli Airplane di due brani che sarebbero diventati presto gli inni contro il sistema più importanti del rock psichedelico: White Rabbit e Somebody to Love.

Ma Grace non era solo una cantante. Attivista e ribelle, più volte arrestata per i motivi più assurdi, negli anni '70 Grace decise di drogare con una pastiglia di LSD niente di meno che Richard Nixon, il presidente degli Stati Uniti.

La figlia di Nixon, Tricia, che aveva frequentato lo stesso college di Grace, invitò i suoi ex compagni per un tè alla Casa Bianca, Grace compresa. La cantante si fece accompagnare da Abbei Hoffman, attivista della sinistra radicale, con una pastiglia di LSD in tasca. Ma i due non riuscirono mai ad arrivare nel salotto della Casa Bianca. L'FBI fermò la regina del rock all'ingresso e la rimandò a casa.

Non tutti sanno che l'irriverente Grace, guerriera della controcultura, tutta sesso, droga e rock 'n roll, alla tenera età di sessant'anni si è riscoperta pittrice. I suoi quadri sono opere simili a cartoon; ritraggono soprattutto animali (tra cui il white rabbit della canzone), ma anche alcuni personaggi famosi come Jerry Garcia dei Grateful Dead, Jimi Hendrix e l'amica di gioventù Janis Joplin

JEFFERSON AIRPLANE E JIM MORRISON

Torniamo agli Airplane. Negli anni 60, il gruppo prese parte ai tre festival rock più importanti del mondo musicale: Monterey (1967), l'intramontabile Woodstock (1969) e Altamont (1969), oltre ai primi due festival dell'Isola di Wright

Ma c'è un altro concerto che merita di essere ricordato. Era l'autunno del 1968 e i Jefferson Airplane intrapresero il loro primo tour europeo, in associazione con i Doors. Ad Amsterdam avvenne uno strano incidente che vide proprio Jim Morrison, leader dei Doors, tra i protagonisti.

Mentre i Jefferson Airplane stavano suonando la loro Plastic Fantastic Lover, un Morrison in preda a stupefacenti apparve sul palco e iniziò a ballare. A quel punto, anziché interrompere l'esibizione, la band di Grace Slick iniziò a suonare sempre più velocemente seguita dal "balletto" di Morrison fino a che questi non cadde in stato di incoscienza sul palco. Ovviamente, Jim Morrison non fu in grado di sostenere il successivo concerto dei Doors, e Ray Manzarek, il suo tastierista, fu costretto a cantare tutte le canzoni.

Il video della performance non è purtroppo reperibile, ma vi lasciamo il video della canzone. Giusto perché, tra uno schiocco di dita e l'altro, proviate a immaginare Jim saltellare sul palco

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