Live 8: i Pink Floyd (per l’ultima volta) insieme

Pink-Floyd 2005

Quindici anni fa il mondo assisteva a una delle più grandi reunion di sempre, quella dei Pink Floyd: era la prima volta dopo 24 anni... e sarebbe stata anche l'ultima.

Bob Gedolf. Questo il nome dell'uomo che riuscì a portare su un palco David Gilmour, Roger Waters, Richard Wright e Nick Mason. Organizzatore del Live Aid nel 1985 e, vent'anni più tardi, del Live 8 (tanto che in molti organi di informazione si è parlato di un Live Aid 2). Si trattava di una serie di concerti tenutisi tra il 2 e il 6 luglio in diverse città, con l'obiettivo di sensibilizzare il mondo sulla necessità di cancellare il debito delle nazioni povere e aumentare gli aiuti verso queste ultime.

Non era un caso, infatti, che poco dopo il concerto si sarebbe tenuto il G8, forum economico che riuniva diverse potenze mondiali, e che i concerti del Live 8 si tenessero proprio in queste nazioni. 

Per l'occasione, Geldof aveva riunito ospiti d'eccellenza: Madonna, Bon Jovi, The Who, Linkin Park, Deep Purple, Green Day, Paul McCartney e molti altri. Tutto passò però in secondo piano quando si seppe che al concerto del 2 luglio, a Hide Park, Londra, avrebbero suonato i quattro membri storici dei Pink Floyd, insieme per la prima volta dopo anni e, purtroppo, anche per l'ultima. 

Organizzare la reunion del gruppo, però, non fu affatto facile, in particolare per le resistenze di Gilmour, che proprio in quel momento stava lavorando a un progetto da solista. Gendolf chiese allora aiuto all'ultima persona a cui potremmo pensare: a Roger Waters. Waters chiamò Gilmour e, senza sapere bene neanche lui come, riuscì a convincerlo. 

Ho chiamato Gilmour e subito mi ha risposto di no, ma – ovviamente – a un certo punto ha cambiato idea e ha risposto: "Sì, va bene". Sono molto contento di averlo fatto, sono stati venti minuti incantevoli o qualunque cosa fosse su quel palco con Dave, Nick e Rick un’ultima volta. È stato davvero fantastico.

Le prove iniziarono il 28 giugno. Nonostante i Pink Floyd non suonassero insieme da oltre 24 anni (ripercorri qua i loro live), tre giorni furono sufficienti a ritrovare l'antica passione e stabilità. Così, il 2 luglio salirono sul palco in Hyde Park, a suonare per un'ultima volta insieme pezzi iconici come Wish You Were Here e Comfortably Numb

Prima di lasciare il posto a Paul McCartney, che avrebbe chiuso la serata, suonarono per ben 24 minuti, uno per ogni anno trascorso separati. Suonarono per loro stessi, per i loro fan, per il passato ma soprattutto per Syd Barrett, leader e fondatore nel gruppo che si era ritirato nel '68 a causa di gravi problemi mentali e che, per tale ragione, non era con loro quel giorno (ve ne abbiamo parlato in questo articolo). 

Così infatti Roger introdusse il pezzo Wish You Were Here:

È molto emozionante stare qui con questi tre ragazzi dopo tutti questi anni. [..] Comunque, stiamo facendo questo per tutti quelli che non sono qui, e in particolare, ovviamente, per Syd.

Quella storica esibizione, purtroppo, fu anche l'ultima in cui i quattro membri dei Pink Floyd suonarono insieme. E il fatto che abbiano deciso di farlo per una causa così importante rese il concerto ancora più memorabile.

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