Cosa lega Peter, Paul and Mary a Rita Pavone?

rita pavone peter paul mary

Conoscete le diverse versioni di If I Had a Hammer? E quella con testo in italiano incisa da Rita Pavone? Ecco, in breve, la storia del famosissimo brano.

Nota in Italia con il titolo di Datemi un martello, nella sua versione statunitense If I Had a Hammer (o The Hammer Song) ha origini che risalgono piuttosto indietro nel tempo: la musica del brano venne infatti composta dal cantante folk e attivista statunitense Pete Seeger mentre il testo venne scritto dal collega Lee Hays nel 1949

Inizialmente, If I Had a Hammer venne composta in supporto del movimento progressista, partito politico statunitense caldeggiato dagli autori del brano, e venne registrato per la prima volta dai The Weavers, quartetto folk-rock nel quale militava anche Lee Hays. 

La prima performance pubblica del brano si ebbe il 3 giugno del 1949 a New York. Quel giorno, Seeger e Hays si esibirono dal vivo davanti a una platea di membri del partito comunista americano che erano riuniti per una cena formale. Il brano raggiunse, certo, le orecchie di diversi leader politici ma non fu immediatamente un grande successo

Quando arrivò, dunque, il grande successo commerciale che conosciamo?

Era il maggio del 1962 quando il famoso gruppo folk Peter, Paul and Mary pubblicò il proprio eponimo album di debutto, che conteneva anche la loro versione di If I Had a Hammer. La cover divenne subito un successo in tutto il mondo e vinse perfino due Grammy come migliore canzone folk e come migliore performance di un gruppo vocale

Da qui arriva la notorietà della canzone, portata alle stelle l'anno successivo anche da un altro grande artista, Trini Lopez, che ne propose una propria cover nel suo album TRINI LOPEZ AT PJ'S.

Se siete interessati alla versione di Lopez, ecco un articolo che fa al caso vostro, con il quale abbiamo voluto omaggiare il maestro scomparso di recente

E la versione italiana della quale parlavamo in apertura?

Si tratta della versione del brano incisa da Rita Pavone con testo in italiano scritto dal paroliere Sergio Bardotti. Anche in questo caso, come probabilmente i nostri lettori già sanno, il brano iniziò a essere conosciuto in tutta la penisola, ma non mancarono alcune critiche.

Il testo era stato, effettivamente, privato del suo iniziale significato e reso più leggero. Inizialmente, si trattava infatti di un inno al pacifismo e di una condanna nei confronti della discriminazione razziale. Basti pensare che venne utilizzato durante la marcia per il lavoro e la libertà che si tenne nel 1963 a Washington D.C., proprio quella passata alla storia per il famoso discorso di Martin Luther King, I Have a Dream. 

Non si può negare, in ogni caso, che il pubblico abbia apprezzato molto anche questa versione più leggera e meno improntata politicamente.

Ecco, qui sotto, come suona. E voi, quale preferite?

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