Iron Maiden: 5 aneddoti per il chitarrista Dave Murray

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Dalla saga di Charlotte The Harlot all'amicizia con Adrian Smith, fino alle indimenticabili chitarre, Dave Murray ha scritto la storia degli Iron Maiden sin dalle origini. Ma quanto lo conosciamo? Riscopriamolo in 5 aneddoti.

 

Quella chitarra venduta ad Adrian Smith

Il biondo e sempre sorridente Dave Murray nasce il 23 dicembre 1956 nel quartiere londinese di Edmonton. Cresce in una famiglia povera e deve fare due lavori, come magazziniere e commesso per potersi permettere una chitarra, con cui si esercita sette ore al giorno per raggiungere i suoi idoli: Jimi Hendrix, Santana e Robin Trower.

Murray condivide il suo amore per il rock e il blues con il suo coetaneo Adrian Smith, cresciuto nel suo stesso quartiere. I due si conoscono grazie a un amico comune, Dave McLaughlin, e iniziano a suonare insieme. Smith non ha però una propria chitarra e, dato che Murray ne possiede due, di cui una non funzionante, vende quest'ultima all'amico per cinque sterline. Ed è poi il padre di Smith a rimetterla in sesto, in modo che, in breve tempo, i due chitarristi possano dare vita a un'alchimia vincente. Quella che li accompagnerà in futuro sui palchi con gli Iron Maiden

La saga di Charlotte The Harlot 

Di tutte le canzoni degli Iron Maiden, una vanta tutti i credits di Dave Murray. Si tratta di Charlotte The Harlotcontenuta nell'album d'esordio IRON MAIDEN (1980). Il brano tratteggia la storia di un'ingenua prostituta di città che si innamora ogni volta e non è pienamente consapevole dell'illegalità della sua professione. La storia è fittizia, ma sembra si ispiri a un amore giovanile di Dave per una signorina notturna di Londra. Il gruppo ha costruito un'intera saga della protagonista lungo altri tre brani: 22 Acacia Avenue, Hooks In You, From Here To EternityNel proseguo della storia, Charlotte si convince di dover lasciare il suo lavoro denigrante e alla fine muore, nell'esito drammatico e romantico che chiude la quadrilogia iniziata inconsapevolmente da Murray. 

Tutte le chitarre di Dave

La chitarra preferita di Dave è quella che ha contraddistinto il periodo d'oro degli Iron Maiden negli anni Ottanta. Si tratta di una Fender Stratocaster nera con battipenna bianco e una tastiera in acero. Su questo modello del 1957, appartenuto anche a Paul Kossoff dei Free nel 1963, la Fender ha dedicato una signature al chitarrista. Murray però ha collezionato diversi modelli durante la sua carriera, tra cui chitarre ESP e Jackson e anche una Gibson Les Paul e una Floyd Rose. Le sue paladine rimangono però le Stratocaster California, di cui un tipo porta oggi il suo nome: Fender Stratocaster Dave Murray. 

Dave Murray
Tre chitarristi in una band? Nessun problema. 

Murray è sempre stato un punto fermo dell'incredibile avventura firmata Iron Maiden. Quando però lo storico fratello musicale Smith ha lasciato temporaneamente la band, nel 1990, al suo posto è subentrato Janick Gers. E al suo ritorno, nove anni dopo, i Maiden si sono ritrovati con tre chitarristi nella formazione. Un evento più unico che raro nella storia del metal, che rende il gruppo leggendario. Così Dave non si è mai spostato dal suo trono, trovandosi coinvolto in un triangolo. Tuttavia Smith ha sempre dichiarato la funzionalità di questa scelta, che non è mai stata fonte di problemi, anzi. Ed è stata del bassista Steve Harris l'idea di tenere tre chitarristi che, nella prima prova insieme, hanno fatto faville! E non poteva essere altrimenti. 

La storia di Eddie The Head... sul palco

Ma Dave si inserisce anche nella storia dell'iconica mascotte della band, lo scheletrico e demoniaco Eddie. Il creatore, Derek Higgs, ha dato vita all'immagine partendo da una fotografia di guerra di una testa in decomposizione. Il suo intento era quello di rappresentare un'anima decadente urbana attraverso un'orrorifica testa. Come si poteva, quindi, non sfruttare questa potenza estetica sul palcoscenico? E l'idea venne proprio a Murray, che propose di ingigantire la testa di Eddie sullo sfondo del palco del Ruskin Arms, come una maschera kabuki a cui si potessero illuminare gli occhi e aprire e chiudere la bocca. Un effetto scenico spettacolare, che ha costruito le successive esibizioni dei Maiden. 

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