Il primo pezzo heavy metal? Era dei Beatles

The Beatles look out of the Magical Mystery Tour coach skylight, on location in England in September 1967.

La combinazione Beatles - heavy metal può sembrare inusuale. Ma i Fab Four si sono distinti come pionieri del rock, pronti a sperimentare e infondere nuove sonorità nei loro brani. E uno di questi è stato identificato da John Lennon come il primo pezzo heavy della Storia.

I Beatles nascono come i faccini puliti di Liverpool, ma promettevano ambizioni più infuocate. E lo capiamo meglio dalle parole di Lemmy Kilmister, compianto frontman dei Motörhead, che una volta disse a proposito dei Fab Four: “Tutti i Beatles erano degli uomini duri, è stato Brian Epstein a ripulirli per la massa”. Perché tra canzoni d’amore e campi di fragole, in un sound beat e barocco, i Beatles hanno fatto sentire anche il loro pugno di ferro. Pensiamo a Helter Skelter (1968), una delle canzoni rock più controverse della storia, che sancisce un sound greve e duro e identifica una cementaria icona, tracciata con il sangue dal serial killer Charles Manson.

Il 1968, a grandi linee, sancisce l’inizio della scalata heavy metal, con band pioniere come Judas Priest, Black Sabbath e Led Zeppelin. E sembra che il primo a utilizzare il termine, in un labirinto di opinioni diverse e contraddittorie, sia stato Mike Saunders di «Rolling Stone» nel 1970, in una recensione del supergruppo britannico degli Humble Pie. E l’avrebbe poi utilizzato una seconda volta nel 1971, sulla rivista «Creem» per ritrarre gli alfieri dell’heavy, i Sir Lord Baltimore. Tuttavia il termine compare già nella canzone degli Steppenwolf del 1968, Born To Be Wild.

Le radici si intersecano nella dimensione crepuscolare degli anni Sessanta. Ma, come sappiamo, ciascuna avanguardia non si lega a un giorno, un mese e un anno specifico, ma si sedimenta nel tempo, preceduta sempre da alcuni dettagli pioneristici. Così John Lennon disse una volta, in un’intervista, che i Beatles avevano creato il primo pezzo heavy metal. Si tratta di Ticket To Ride, risalente al 1965 e traccia dell'album HELP! e dell'omonimo film di Richard Lester. Il pezzo mostra un carattere diversamente docile rispetto ai toni roboanti dell’heavy metal che conosciamo.

Tuttavia, se contestualizzata all’epoca che le appartiene, ha un che di rivoluzionario. Consideriamo poi che Lennon usò il termine heavy nel 1970, quando questo era già stato codificato, aggiungendo: “È una canzone pesante, e anche la batteria è pesante. Ecco perché mi piace.” E dieci anni più avanti, nel 1980, si sarebbe confidato a «Playboy» con le seguenti parole: “Quella è stata una delle prime canzoni heavy metal mai realizzate. Il contributo di Paul è stato il modo in cui Ringo suonava la batteria.” Ecco dunque che il tocco fermo e deciso alla batteria, scritto da McCartney, mentre il testo appartiene principalmente a Lennon è ciò che, secondo il cantautore dà quella connotazione distintiva al brano.

Nel 1994, poi, Paul McCartney ha dichiarato che il brano aveva le possibilità di evolvere in qualcos’altro. E lo dimostra la canzone, rappresentata nel videoclip in cui i Fab Four, vestiti di nero e con i loro strumenti tra le mani, ridono e scherzano lungo un brano trainante. Questo cambia continuamente direzione, con stacchi improvvisi e senza mai sedimentare sulla stessa lunghezza d’onda melodica. Quasi come se nel frenetico sviluppo finale, che si chiude in dissolvenza, ardessero le braci di una futura metamorfosi stilistica. 

Così l’approccio avanguardistico del pezzo trasuda una dirompenza pionieristica, che era difficile ascoltare tra le composizioni rock dell’epoca. Lo racconta ancora lo stesso Lennon: “Ticket To Ride' era un suono leggermente nuovo all'epoca. Era piuttosto pesante per allora, se vai a cercare nelle classifiche quello che le altre persone stavano facendo.” Quel suo “leggermente” dimostra però come fosse solo un primo assaggio di quello che sarebbe potuto essere. Indipendentemente da tutto…chapeau ai maestri Beatles.

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